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La nostra storia


"Don Nicolò Maria Bonomo di Cesuna, dell'Altipiano dei sette comuni, fece il suo ingresso in Sambruson nel febbraio 1878. Era assai intelligente e conosceva profondamente la musica. Per merito suo sorse una bella schola cantorum che attraeva molti in chiesa e che entusiasmava tutti i fedeli. I vecchi ricordano ancora quei tempi e la valenza del Bonomo. Si può dire che il seme, da lui gettato nel solco, continua sempre a germogliare, possedendo, anche attualmente, la parrocchia una buona accolta di cantori".

Così scriveva nel 1928 l'arciprete don Nicolò Munari nel cronistoria parrocchiale.

Nel 1935 diventa arciprete di Sambruson don Luigi Rimano. Grande appassionato di musica, dedica molto tempo ai cantori. Aiutato da Federico Masato (direttore) e da Luigi Masato, insegna ad un nutrito gruppo di giovani nozioni di solfeggio e nuove Messe ( "Natalicia" a 3 v.p, di Magri e "Cerviana" a 3v.p. di Perosi). Istruisce anche un gruppo femminile a cantare melodie gregoriane.

Attratto dalle nuove tecnologie che permettevano di costruire organi a canne a trasmissione elettrica, con consolle di comando a distanza, nel 1941 prende l'infelice decisione di alienare l'antico e prezioso organo Callido, per acquistare un nuovo strumento dalla ditta Ruffatti di Padova.

Per l'inaugurazione del nuovo organo, la schola cantorum esegue la "Messa Antoniana" a 3v.p. composta appositamente per l'occasione dal prof. A. Garbellotto (organista della cattedrale di Padova) e dedicata all'arciprete don Luigi Rimano.

Le restrizioni belliche non consentirono l'utilizzo di materiali ottimali per la costruzione del nuovo strumento (si pensi che i cavi elettrici erano in alluminio!) e questo ne determinò un immediato, progressivo ed irreparabile declino.

In seguito alla costruzione del nuovo organo, l'organista Modesto Compagno termina il suo lungo servizio: al suo posto si avvicendano la prof. Dedy Cazzuffi e Pietro Danieli.

Tra il repertorio di questo periodo merita di essere ricordato uno splendido "Miserere" a 3v.d. di O.Ravanello che veniva eseguito durante le Settimana Santa. Nel 1947 la schola cantorum partecipa anche ad un concorso di corali arrivando al secondo posto.  

Prima di lasciare la parrocchia per il nuovo incarico di arciprete di Dolo, don Luigi insegna ai cantori anche la "Missa Pontificalis" a 3v.d. di L.Perosi avvalendosi di alcuni bimbi per le voci bianche.

Bei ricordi sono ancora vivi di quei tempi! Come ad esempio il pellegrinaggio e la S.Messa cantata al Santo poco prima del secondo conflitto mondiale, le gite, i molti momenti conviviali e la "serca" del vino per i cantori.

Nei primi anni in cui resse la parrocchia, l'arciprete don Carlo Segala (1952-74), la schola cantorum ebbe la fortuna di trovare nel cooperatore don Arcangelo Trebbia un valido maestro. Egli ne arricchisce il repertorio insegnando, tra l'altro, la bellissima "Messa da Requiem" a 3v.p. di L.Perosi (tutta a memoria e senza spartiti!).

Successivamente la direzione passa al M° Carlo Masato. La schola cantorum, accompagnata all'organo dalla prof. Dedy Cazzuffi, solennizza le Sante Messe Novelle dei parrocchiani don Giampietro Dona (1962), padre Benito Cagnin (1963), padre Marco Favaretto (1966), don Angelo Furian (1969). E' attiva fino al 1972 quando, l'errata interpretazione del Concilio Vaticano II, ne fa interrompere il suo importante servizio alla Comunità.


Nel 1976 l'arciprete don Amedeo Greggio invita la schola cantorum di Dolo a solennizzare la festa della Madonna del Rosario.
 
Nel pomeriggio i Vesperi vengono accompagnati da Nerio Causin, uno degli organisti della parrocchia di Dolo, al quale l'arciprete chiede di collaborare stabilmente a Sambruson visto che l'allora organista Domenico Boldrin non poteva garantire una presenza continua per motivi di lavoro.

Nerio Causin accetta volentieri la proposta ed esprime il suo desiderio di ricostituire una schola cantorum a Sambruson. I

l 26 ottobre 1976 iniziano le prove di canto per la nuova schola cantorum che, diretta dal M.to Masato, riprenderà il suo servizio nella solennità di Tutti i Santi.
Ai "vecchi cantori"si aggiunsero presto nuove voci maschili e anche femminili (prima del Concilio le donne non potevano cantare con gli uomini) che permisero di intraprendere lo studio di nuovi repertori.
Le prove si svolsero dapprima in chiesa, su in cantoria, con grande disagio per l'ambiente freddo. In seguito, con il canto della "Chiara Stella", i cantori raccolsero i fondi per acquistare un armonium e le prove si svolsero in ambiente più confortevole.

Due importanti eventi caratterizzano il 1977: le ordinazioni sacerdotali dei compaesani don Lorenzo Dona e padre Aldo Curiotto. Le rispettive Messe Novelle vengono allietate dall'esecuzione della nuova schola cantorum.

Nel 1979 fa ingresso in parrocchia il nuovo arciprete don Lorenzo Carraro che subito sensibilizza la Comunità a sostenere l'ormai improrogabile restauro dell'organo: l'incarico viene affidato alla ditta Michelotto di Albignasego (PD) che lo completa nel 1981.

La schola cantorum, supportata dal nuovo strumento, continua fedelmente il suo servizio nelle solennità cercando di allargare sempre più il suo repertorio.

Meritano essere ricordati, di questo periodo, il Concerto per l'inaugurazione del nuovo organo(1981), il 50° Anniversario di fondazione della Latteria Sociale (1982), il 25° di Sacerdozio dell'arciprete (1983) e del cooperatore don Giampietro Dona (1987), il Concerto vocale e strumentale a Gambarare (1989) e il 70° Anniversario di fondazione dell'Asilo Parrocchiale (1990).

Agli inizi degli anni Novanta un casuale ma fortunatissimo incontro con la musica di Vittore Bellemo - sacerdote e musicista clodiense contemporaneo di L.Perosi - suscita nella schola cantorum un grande entusiasmo che si traduce nell'acquisizione di un vastissimo repertorio bellemiano. Nasce una grande amicizia tra la schola cantorum, don Pietro Schiappadori (parroco di S.Domenico in Chioggia, allievo del Bellemo) e padre Gontrano Tesserin (filippino, depositario della musica del Bellemo) e di conseguenza con la città di Chioggia, che apprezza notevolmente l'opera di rivalutazione della musica Bellemiana, che i cantori di Sambruson stanno operando.

La schola cantorum inizia un’importante collaborazione con la Diocesi di Chioggia che la vede presente nelle maggiori solennità e ricorrenze. Esegue il concerto in cattedrale per l'inaugurazione del Museo Diocesano; accompagna la S. Messa di saluto alla Diocesi del vicario generale mons. Dino De Antoni, nominato arcivescovo di Gorizia, apre i festeggiamenti per il 500° anniversario dell'apparizione della "Madonna della Navicella con l'esecuzione dello "Stabat Mater", nella Basilica di S.Giacomo.

Nel 1995 al M.to Carlo Masato subentra nella direzione Roberto Semenzato. La schola cantorum si iscrive al CO.VE.CO. (coordinamento Veneto corali) , associazione con sede a Padova che sostiene e promuove la diffusione del canto), e modifica il suo nome in "Corale Parrocchiale di Sambruson".

Per il 20° anniversario di fondazione (1996), la Corale pubblica un opuscolo illustrante i momenti più significativi della sua "vita", i ricordi, i traguardi raggiunti, le testimonianze di amici e lo dona a tutte le famiglie della parrocchia per incoraggiare chiunque avesse passione per il canto ad aggiungersi ai cantori.

Nel 1997 la corale promuove il restauro di un’antica tela del XVIII sec. raffigurante un miracolo di S.Biagio ed attribuita, dal prof. Vanni Tiozzo, a Pietro Edwars. Organizza inoltre un bellissimo concerto con le corali di Malcontenta e Liettoli per l'inaugurazione delle nuove campane.

Considerato il notevole repertorio bellemiano acquisito, l'organista Nerio Causin propone ai cantori di incidere in un CD nove brani inediti del musicista clodiense.

Viene realizzato così "Exuftet mentis jubilo" (1997) per coro ed organo a cui faranno seguito altri tre CD: l'intera grandiosa "Messa in onore dei Santi martiri Felice e Fortunato" per coro, organo e orchestra (1999); lo "Stabat Mater” per soli, coro, organo ed orchestra (registrazione del concerto eseguito nel 2003 in cattedrale a Chioggia nel 50° anniversario della scomparsa dell'autore ); "Osanna al Signor" (2008), una raccolta di 18 canti sacri all'unisono con accompagnamento d'organo incisi quale documento ai posteri della devozione religiosa del popolo di Chioggia.

L'esigenza di dare un nome ben preciso alla Corale nella pubblicazione dei CD, fa nascere l'idea di rivalutare l'importanza storica dell'antica pieve di Sambruson, matrice di molti paesi del circondario. Ha origine così l'odierno nome: "Coro della Chiesa Arcipretale e Matrice Sant'Ambrogio".

Per motivi di sicurezza, visto l'accresciuto numero dei cantori, il coro inizia a cantare in presbiterio e sente la necessità di avere un organo vicino che lo sostenga maggiormente. Interpellate alcune ditte, col consenso del nuovo arciprete don Francesco Santinon (1998-2006), viene affidata la costruzione del nuovo corpo sonoro, da posizionare dietro all'altare maggiore, alla ditta G.Leorin di Padova, che lo realizza nel 1999. Il nuovo strumento, che può essere suonato assieme all'esistente, viene donato alla parrocchia dai cantori.

Sempre negli anni novanta, in autunno, il coro inizia a proporre un concerto vocale e strumentale con la collaborazione di un organico orchestrale e di alcune voci soliste. I grandi consensi manifestati ogni anno dal numerosissimo pubblico presente ed i contributi di sponsor ed Amministrazione Comunale, hanno permesso a questo appuntamento di raggiungere la XV edizione, divenendo l'evento più importante dell'attività annuale.

In occasione della visita pastorale del vescovo A.Mattiazzo (2001), il coro impara un bellissimo "Ecce Sacerdos Magnus” a 4v.d. di V.Bellemo che esegue assieme a vari brani del Messia di Haendel in un concerto. Nella stessa circostanza, per interessamento dei cantori, viene inaugurato il restauro di una preziosa pala d'altare opera di Pietro Novelli (1762), eseguito dal prof. V. Tiozzo e finanziato dalla Banca del Veneziano.

Dal 2000 ad oggi, oltre a prestare il loro servizio nelle solennità, i cantori, con amore e dedizione, hanno cercato di recuperare o ripristinare -per quanto è stato possibile- parte degli arredi che, per incuria o a causa di furti, da anni non venivano più usati per abbellire la chiesa nelle solennità. Unendo esperienza, disponibilità di tempo e lavoro gratuito, sono riusciti a realizzare numerosi interventi.

Nel 2002 vengono ricollocati sull'altare maggiore i sei candelieri originali e viene costruito un nuovo altare in legno, decorato a finto marmo, provvisto di tre pannelli intercambiabili (uno preziosamente ricamato a mano, uno dipinto dal prof. M.Fattoretto, uno a finto marmo), da inserire a seconda dei tempi liturgici. Nel 2003 viene costruito un ambone in sintonia con il nuovo altare. Nel 2004, in concomitanza dei lavori di restauro e ampliamento dell'organo, eseguiti dalla ditta Leorin, viene completamente restaurata la cassa lignea settecentesca dell'organo, integrando le parti mancanti e ripristinando le dorature originali. Nel 2007 una equipe di falegnami, intagliatori, decoratori e doratori, realizzano una nuova Via Crucis con relativi candelabri e la donano alla chiesa che da più di quarant'anni ne era sprovvista.

In occasione del suo 30° anniversario di fondazione (2006), accompagnato dal nuovo arciprete don Amelio Brusegan, il coro ha avuto l'onore di accompagnare con immensa gioia la Santa Messa Capitolare nella Basilica di S.Pietro a Roma.

Ricordare tutti i concerti eseguiti in questi anni sarebbe impossibile, anche se alcuni luoghi, dove il coro ha cantato, riservano ancora bellissimi ricordi come ad esempio: la Basilica di S.Marco a Venezia per la festa di Ringraziamento della Coldiretti; il Santuario di Monte Berico a Vicenza per l' apertura del Capitolo delle Suore Dorotee; la Basilica di Sant'Ambrogio; il Duomo di Milano; la cattedrale di Lubjana in Slovenia.

Merita ricordare, inoltre, l'animazione del coro in tutte le celebrazioni esequiali della parrocchia con all'organo Pietro Danieli e la direzione di Carlo Masato: un servizio molto apprezzato dalla Comunità.

Attualmente l'organico comprende 65 coristi (alcuni provenienti anche da altre parrocchie) che si impegnano a studiare scrupolosamente lo stile dei vari compositori in modo da interpretare con fedeltà le loro opere. Ha in attivo un repertorio vastissimo che spazia dalla monodia gregoriana, alla polifonia rinascimentale, a quella barocca, romantico-ceciliana fino a comprendere brani di autori contemporanei.
L'aspetto più importante per questo coro è il merito di aver diffuso e fatto apprezzare in questi ultimi anni le musiche di Vittore Bellemo, da tempo cadute in oblio.

Roberto Semenzato